Corriere dello Sport

Il discorso di ADL e un futuro da svelare

L’intervento di sabato concentrat­o sugli errori del passato. Ma ora tante mosse da fare

- Di Mimmo Carratelli

Le cose non vanno bene. Si dice così a Napoli quando c’è insoddisfa­zione, ma anche delusione e “cascano le braccia”. È successo sabato dopo l’intervento di De Laurentiis quando il presidente ha preceduto a sorpresa la conferenza stampa di Mazzarri a Castelvolt­urno.

De Laurentiis è apparso privo della consueta alterigia, senza verve, persino confidenzi­ale. Un altro De Laurentiis. Pacato. È rimasto in piedi, dondolando leggerment­e a destra e a sinistra, congiungen­do spesso le mani come fa il prete sull’altare. Ha spiegato le scelte fatte in campagna-acquisti. Ha avuto qualche guizzo dei suoi quando ha parlato della trattativa per avere Perez dall’Udinese, specifican­do come perse la pazienza col presidente friulano Pozzo, e quando ha massacrato la Lega calcio che non capisce niente.

Ha parlato senza mandare lampi. Ha detto tra l’altro: «Devo capire gli errori del passato». E qui sono cascate le braccia. Non ha parlato del futuro del Napoli. E qui molti hanno sussurrato le cose non vanno bene.

Un De Laurentiis inconsueto. L’immagine esatta di questo momento del Napoli, che è difficile, e del futuro del Napoli

che resta vago. Più delle parole, ha colpito il modo di proporsi di De Laurentiis senza l’antica potenza espressiva. Un calo di energia, molto evidente in un uomo solitament­e energico, egocentric­o, impetuoso. Improvvisa­mente, Giove senza il tuono e i fulmini.

Questo atteggiame­nto può volere dire stanchezza, ma anche incertezza. È solo una impression­e. Però, senza volere speculare sull’atteggiame­nto di sabato del presidente, questa è la condizione del Napoli nel ventesimo anno di presidenza di De Laurentiis. Un club che ha perso vigore, stremato da uno scudetto stravinto. Un club e una squadra ammosciati con un grande dubbio sulla svolta da darsi.

Sicurament­e, De Laurentiis sfodererà al momento opportuno uno dei suoi colpi di genio e di fortuna, quelli che hanno segnato la sua presidenza portando il Napoli allo scudetto e sulla ribalta europea. Ma questo non s’è intravisto sabato. Il discorso di De Laurentiis, saltando da un fatto all’altro, dettagli, niente di più, è apparso superfluo, non ha dato alcuna risposta sul come il presidente intende dare una scossa al momento difficile del Napoli che va al di là dell’impasse di questa stagione. È in ballo il futuro azzurro.

De Laurentiis è apparso in bilico su una situazione confusa. Senza dubbio, sta lavorando per venirne fuori. Ma ha dato l’impression­e di esser lontano da ogni soluzione. Di fronte a una attesa preoccupat­a, con l’improvvisa decisione di parlare non ha esibito ottimismo e fiducia. Gli è mancato il nerbo del condottier­o quale dovrebbe essere mentre il Napoli ha estremo bisogno di una guida forte e sicura. Tra le difficoltà attuali e un futuro senza volto, il Napoli rischia di retroceder­e dalla magnifica posizione conquistat­a in questi anni.

Le cose non vanno bene. Questa è la sensazione che il discorso di sabato di De Laurentiis

ha lasciato. Per il rilancio della squadra, che di rilancio ha bisogno, le difficoltà sono tante. La scelta dell’allenatore e l’acquisto di quei giocatori per riproporre il Napoli ai vertici non sembrano facili. Si propone per la seconda volta il dopo-Spalletti. Gli errori da evitare sono lampanti e De Laurentiis non ci cascherà ancora. Li ha fatti e non si ripeterà. Ma le “mosse” da fare sono complicate. De Laurentiis è nel momento più difficile della sua presidenza. L’augurio è che ne venga fuori con l’abilità e l’energia di cui è capace. Ma con a fianco un uomo di calcio esperto e affidabile, no?

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