La Gazzetta dello Sport - Milano
Gattuso copre l’Italia
SOLIDITÀ DA RITROVARE IDEE CALAFIORI CENTRALE O CRISTANTE IN DIFESA
Per anni il problema è stato l’attacco. Dopo Balotelli, basta centravanti top in Nazionale. Conte alternava Pellé, Zaza, Eder e Immobile. Ventura ha spesso schierato il doppio centravanti Immobile-Belotti. Gli stessi interpreti di Mancini che, dopo un ballottaggio, ha scelto il laziale e verso la fine del ciclo ha scoperto Retegui. Spalletti s’è a lungo lamentato della mancanza di 9 “con la scocca”, il fisico per riempire l’area indispensabile in scenari internazionali: ma Scamacca aveva problemi fisici e Retegui era all’inizio della cura Gasp. Improvvisamente siamo stati colpiti da benessere: Gattuso ha avuto il coraggio di andare oltre, schierando il doppio 9 Retegui-Kean, totalmente complementari, impiegando anche Pio Esposito, oggi terzo titolare, Scamacca che sta crescendo e Raspadori buono in tutti i ruoli. L’attacco centrale non è più un problema. Il focus s’è spostato sulla difesa.
Spesso, senza che ci sia da vergognarsi, abbiamo impostato successi e belle partite sulle difese. Spagna 82: Gentile, Scirea, Collovati, Cabrini. Usa 94: Baresi, Costacurta, Maldini. Belgio-Italia 90: Bergomi, Baresi, Ferri, Maldini. Olanda 2000: Nesta, Cannavaro, Maldini, Iuliano. Germania 2006: Buffon, Cannavaro, Nesta, Materazzi. Francia 2016: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini. Wembley 2021: Donnarumma, Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini. Ci sarebbe PoloniaUcraina 2012: Prandelli, all’epoca allenatore da 4-3-3, ricorse alla difesa a tre contro Spagna e Croazia, arretrando De Rossi tra Barzagli (o Bonucci) e Chiellini. De Rossi aveva fisico, geometrie, senso tattico per ricoprire il ruolo e arricchirlo in impostazione.
Segniamo tanto ma subiamo troppo. Il ct studia le soluzioni per il playoff
Una suggestione, quella del play spostato in difesa, che sfiora tanti allenatori. Sia a gara in corso, con il pivot che arretra per liberare gli esterni, trasformando una linea a quattro in tre, sia, più raramente, dal pronti-via. Esempio? Tchouameni centrale della difesa a tre del Real di Xabi Alonso, esperimento estivo non confermato in campionato, anche perché il Bernabeu… Nessuno si nasconde che la difesa azzurra abbia bisogno di chiudere gli spifferi. Gattuso predilige la linea a quattro, ma ha ammesso che la necessità di coprirsi è forte, anche per reggere un’Italia offensiva e con il doppio centravanti.
Marcatori e no Facciamo tanti gol (19 in 6 partite), dato non in linea con la tradizione, ma il rovescio della medaglia è che ne prendiamo troppi. Preoccupanti i 4 con Israele e i 4 con la Norvegia nella stessa partita. Come se, aperto un buco, la diga cedesse. Ci sono pochi marcatori puri. La linea Di Lorenzo-Mancini-Bastoni vista con la Norvegia ha caratteristiche difensive diverse da Barzagli-BonucciChiellini, tornando al passato più recente. Calafiori è straordinario in impostazione, e Gattuso non vuole rinunciare alla sua “incoscienza” creativa quando si sgancia, è di sinistra come Buongiorno e Bastoni. In lista ci sono anche Gabbia, Scalvini quando recupererà, Coppola, aspettando Ahanor e Leoni. Servirebbe un “centralone” da riferimento tra due marcatori.
La soluzione è forse nella rosa. Cristante non è De Rossi ma più del predecessore è stato impiegato nei club in difesa. Potrebbe inserirsi lui tra Mancini, Bastoni o Buongiorno, per dare più fisicità, protezione sulle palle alte, senza perdere nel gioco. E senza perdere Calafiori che nell’Arsenal fa il terzino sinistro, non il centrale, ma di fatto – come Zinchenko, Cancelo e altri esterni soprattutto targati Pep – entra in campo per diventare mediano d’impostazione. Accanto a Barella e Tonali, Calafiori potrebbe comporre un reparto sorprendente, veloce e con quel contributo nell’impostazione bassa che oggi manca. Gattuso ha tre mesi per studiare, valutare e immaginare una soluzione. Anche perché di una soluzione non si può fare a meno.