PLAYNOOK
Immaginate un mashup tra un librogame degli anni Ottanta, un podcast e l'assistente vocale Alexa. Gli audiogame sono la nuova frontiera esplorata dalla startup Playnook, fondata a Firenze nei primi mesi dell'anno, che propone avventure sonore da giocare tramite app. «Volevamo allontanarci dallo standard del gaming che predilige la parte visiva», spiega Stefano De Vivo, Coo e direttore audio di Playnook. «Utilizziamo il medium dell’audio per stimolare la creatività. È un intrattenimento immediato via app, ma che richiede anche più pazienza per godersi le storie e immaginare, attraverso il suono, mondi nuovi». La prima audio-storia lanciata dalla startup si intitola Marco Polo: Adventures. «Gli audiogame sono strutturati per stagioni, ognuna con vari capitoli che escono periodicamente. Il primo è gratis e gli altri sono a pagamento, e in futuro avremo forme di abbonamento», spiega De Vivo. Per ora sono quattro i capitoli disponibili. La voce di un attore fa da guida, mentre il giocatore si trova di fronte a scelte a bivio per continuare la partita: i comandi possono essere dati a voce o con un tap sullo schermo. E ogni tanto c’è da tirare i dadi e tentare la fortuna.
«In questi anni assistiamo a un trend positivo nel mondo di audiolibri, podcast e assistenti vocali, ma non è solo questo», fa notare Stefano De Vivo. «Con gli audiogame riproponiamo in chiave digitale e moderna una forma di intrattenimento ancestrale: la narrazione orale delle storie esiste
da sempre. L’immaginazione è più forte del più potente motore grafico». Proposti in italiano e in inglese (a fine anno arriveranno altre lingue), gli audiogame sono adatti anche a persone cieche e ipovedenti e a chi ha problemi di dislessia. La questione etica dei giochi è centrale, secondo i creatori: accanto ai punti gold, che segnalano il denaro che il protagonista ha a disposizione, ci sono anche quelli karma, che si perdono o guadagnano a seconda del valore morale delle scelte. «Nel mondo del gaming in generale si stanno facendo grandi passi avanti in tema di etica e inclusività. Se ne parla, ma ancora non abbastanza, quindi bisogna spingere e prendere una posizione netta», spiega il Coo di Playnook. Per iniziare l'avventura è sufficiente avere uno smartphone e lo si può fare in auto, in treno, persino mentre si cucina. Il target sono studenti e lavoratori dai 18 ai 50 anni, ma l’idea è di sviluppare anche una sezione dedicata ai bambini. «A livello internazionale ci sono due o tre produttori di audiogame, tutti in fase iniziale, e non esistono app», spiega De Vivo. «In Italia gli audiogame non esistevano, noi siamo tra i primi produttori di questa fetta di mercato».
A livello tecnico, coordinare tutti gli aspetti e inserirli nell’app non è stato facile, soprattutto perché si tratta di storie non lineari. «Abbiamo creato una serie di tool e un portale per gli autori, che li supporta con L’IA in fase di scrittura. Per quanto riguarda l’audio, abbiamo ideato una struttura per gestire voice over degli attori, sound design, audio immersivo e musica. Per ogni ambientazione e ogni azione realizziamo suoni ad hoc e musica inedita», conclude. Per dare piena vita ad audio-mondi tutti da scoprire. (