Il Giornale (Italy)

Dentro la Pio-La contro l’Udinese Obiettivo: cercare di distanziar­e cugini e napoletani. Thuram in panchina. La testa è ormai all’Arsenal in Champions

- di Gianni Visnadi Sports · UEFA Champions League · Soccer · Udinese Calcio · UEFA Champions League · Lega per Salvini Premier · F.C. Internazionale Milano · Udine · Dumfries · U.S. Lecce · Lecce

Di nuovo in campo, stavolta di pomeriggio, un modo della Lega per dare una mano all’Inter e concederle mezza giornata di riposo in più prima dell’Arsenal. Perché le società, i favori fra di loro se li fanno e le tv la capolista se la prendono anche lontano dalla prima serata. Alla Nazionale invece, pensiamo solo quando perde e allora per due mesi parliamo, anzi parlano, di cosa fare e poi regolarmen­te non facciamo nulla. Perciò nessuno stage e niente spostament­i di calendario, sperando di non rimpianger­li. Inutile divagare. L’Inter a Udine riprova la fuga, che il colpaccio del Milan a Como le ha negato, almeno stando all’aritmetica. L’Udinese è l’unica squadra che Chivu non ha ancora battuto, tolti ovviamente i 3 soliti noti, i tabù nerazzurri degli ultimi due anni.

La Champions League che incombe impone a Chivu riflession­i importanti, perché la squadra è stanca e in cassaforte, compliment­i a parte, non c’è ancora nulla. Quelle con Arsenal e Dortmund non saranno partite semplici e l’Udinese fa della forza fisica la base del suo calcio. Le assenze di Dumfries e Calhanoglu pesano, e Chivu si deve adattare. Per questo, potrebbe dare un turno di riposo a Zielinski, per averlo più fresco in Champions League. Torna Dimarco, e proprio perché non c’era, si è visto contro il Lecce quanto serve. A destra Luis Henrique, che è lontanissi­mo da Dumfries, ma il miglior clone possibile e la partita di Diouf l’ha dimostrato. Soprattutt­o, torna Lautaro. Le due metà della ThuLa si danno infatti il cambio in panchina. Thuram tornerà contro l’Arsenal, ma i progressi di Esposito lasciano intendere che il sorpasso nelle gerarchie dell’attacco non sia tanto lontano, soprattutt­o se Pio comincia a segnare con continuità. Finora è quello che ha segnato meno (4 gol in totale, contro i 14 di Lautaro, gli 11 di Thuram e i 5 di Bonny) ma Chivu è il primo a sapere che non è solo dai numeri che si giudica un attaccante.

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30, vero eroe rossonero nella sfida di giovedì a Como
IN FORMA Pio Esposito, 20 anni, dopo il gol dell’altra sera contro il Lecce. A destra Maignan, 30, vero eroe rossonero nella sfida di giovedì a Como

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