Malcesine, annullato il bando per i pulmini
Secondo il Consiglio di Stato l’offerta della ditta che ha vinto era irregolare
Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso contro la sentenza del Tar del Veneto e annulla il bando del Comune di Malcesine. Gara indetta il 4 ottobre 2024, con cui il Comune ha affidato per tre anni il servizio di trasporto scolastico ed extrascolastico per le scuole dell’infanzia, elementari e scuole medie, dal primo gennaio 2025 al 31 dicembre 2027. A risultare aggiudicataria è stata la Dibiasibus srl di Bolzano, mentre secondo classificato è risultato il Consorzio Eurobus Verona. Il Consorzio, però, ha impugnato gli atti della procedura della gara dapprima al Tar contestando «eccesso di potere da parte dell’Amministrazione», richiedendo anche un risarcimento monetario. Ricorso che il Tar ha respinto, contro il quale il Consorzio si è appellato al Consiglio di Stato che, invece, l’ha accolto. Il 28 gennaio scorso, quindi, il Consiglio di Stato ha sentenziato l’annullamento dell’aggiudicazione del bando e dichiarato inefficace il contratto stipulato dall’Amministrazione di Malcesine con la Dibiasibus. Ha stabilito, inoltre, che il Consorzio Eurobus di Verona divenga il primo classificato della gara e che «l’Amministrazione provveda agli incombenti propedeutici all’aggiudicazione della gara in suo favore». I giudici amministrativi condannano anche il Comune al risarcimento delle spese di lite per il doppio grado di giudizio di 6mila euro per onorario, oltre gli accessori di legge. La sentenza del Consiglio di Stato riconosce come fondati i motivi dell’appello effettuato
Condannato Il Comune dovrà risarcire le spese di lite di 6mila euro per onorario
dal Consorzio che contestava vizi procedurali. La Dibiasibus, nell’offerta, non avrebbe indicato i dati tecnici dei due autobus turistici offerti per il trasporto extrascolastico e le relative carte di circolazione - nell’offerta sono inclusi anche tre bus per il trasporto scolastico – e per questo avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara; inoltre la Dibiasibus avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara anche per la mancata osservanza della normativa sul lavoro dei disabili, in quanto avendo dichiarato in sede di gara di avere 25 dipendenti e quindi un organico maggiore di 15 dipendenti, per legge avrebbe dovuto dimostrare l’assunzione di almeno un lavoratore disabile.