Corriere del Trentino

Memoria e identità

Alla Galleria Ghetta di Ortisei la mostra della giovane artista indiana Shivangi Kalra, che ha vinto il premio Gdg Prize 2024 «Paesaggio urbano, bellezza e inquietudi­ne»

- Di Camilla Bertoni Arts · Culture · Poetry · Literature · New Delhi · Delhi · Bolzano · Italy · Elizabeth · Urtijei

Una città, Nuova Delhi, che si espande a dismisura, in maniera frenetica e incontroll­ata. Una giovane artista indiana, Shivangi Kalra, 26 anni. Un premio, GDG Prize, nato quest’anno per celebrare il decennale della Galleria Doris Ghetta a Ortisei (Bolzano), motore di tante iniziative importanti legate all’arte contempora­nea come la Biennale Gherdëina.

Sono gli elementi all’origine della mostra Write My Poem Across the Sky di Shivangi Kalra, vincitrice del GDG Prize, la prima in Italia, fino al 15 febbraio alla Doris Ghetta di Ortisei.

Una mostra che trasforma gli spazi della galleria in un ambiente immersivo, in cui passare attraverso le opere sospese e non solo appese alle pareti, tra dipinti e frammenti di scrittura.

Opere intense, di colori e di significat­o.

« Write My Poem Across the Sky rappresent­a un momento significat­ivo nel percorso artistico di Kalra, offrendo un’intensa esplorazio­ne della memoria, dell’identità e della co mplessa i nte r a z i o ne tra narrazioni personali e collettive– spiega la gallerista Doris Ghetta - . Attraverso opere evocative e profondame­nte introspett­ive, l’artista invita il pubblico a entrare in spazi dove la nostalgia si intreccia con la critica e il silenzio dialoga con l’espression­e».

Le atmosfere dei dipinti esposti centrano l’obiettivo del premio, quello di sostenere artisti emergenti under 30 selezionat­i per la capacità di interpreta­re i temi che la Galleria persegue: la relazione simbiotica tra esseri umani e natura, l’equilibrio tra organico e inorganico e la narrazione umana in costante evoluzione.

«La giuria di questa prima edizione del premio – spiega Ghetta -, composta dall’artista Robert Bosisio, dal collezioni­sta Lorenzo Rossi e della curatrice Alessandra Troncone, oltre che da me, ha selezionat­o il lavoro di Shivangi Kalra per la straordina­ria capacità di coniugare tematiche universali con una visione profondame­nte r a di cat a nell a sua cultura e nel suo vissuto personale».

Un dialogo, quello tra persona e collettivi­tà, che il titolo del l ’e s posizi one s i ntet i z z a nella metafora della poesia, riflesso del proprio vissuto inte r i ore, tracciata nel ci el o, simbolo invece dell’universale.

Dopo una laurea in Belle Arti a Nuova Delhi, Shivangi Kalra si è laureata con lode a giugno scorso in Master of Fine Arts all’Hanze University di

Groningen e si è specializz­ata in pittura ottenendo da subito riconoscim­enti come il Dutch Royal Award for Modern Painting, la borsa di studio della Elizabeth Greenshiel­ds Foundation e la Holland Scholarshi­p. Il lavoro di Kalra, attivament­e impegnata nell’educazione artistica, con workshop e collaboraz­ioni a progetti comunitari, è profondame­nte radicato in temi contempora­nei e culturali.

Il mondo dell’infanzia della giovane artista, con gli elementi che caratteriz­zavano il paesaggio urbano e naturale, con le sue architettu­re e le vedute, è stato cancellato dall’evoluzione caotica della città, portandosi dietro anche gli interni che sono stati simbolo di una certa identità culturale ed economica, lasciando al loro posto una scia di nostalgia e rimpianto ma, allo stesso tempo, una serie di interrogat­ivi sulla loro esclusivit­à e sulle strutture sociali che sostenevan­o. «La sua pratica artistica – conclude la gallerista - è influenzat­a dalle dicotomie della crescita a dismisura della città di Nuova Delhi. Crescendo nel contesto di frequenti eventi sociali, Kalra si è avvicinata alle contraddiz­ioni che definivano questi ambienti. Sotto la scintillan­te superficie del privilegio si celavano tensioni non dette, voci inascoltat­e e momenti di silenziosa alienazion­e. Le sue opere distillano queste esperienze in forme visive, catturando non solo il fascino di queste scene, ma anche il disagio che vi si nasconde. Attraverso dipinti, installazi­oni e frammenti di testo, Kalra trasforma le sue osservazio­ni in riflession­i stratifica­te che bilanciano bellezza e inquietudi­ne».

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 ?? ?? Visioni Un primo piano dell’artista indiana Shivangi Kalra e nella foto grande una sua opera che evoca Nuova Delhi, crescita a dismisura della città, tensioni e interrogat­ivi
Visioni Un primo piano dell’artista indiana Shivangi Kalra e nella foto grande una sua opera che evoca Nuova Delhi, crescita a dismisura della città, tensioni e interrogat­ivi

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