Maxi appello al governo britannico per lo stop ai vaccini anti Covid
La petizione «Hope», lanciata a luglio e sottoscritta da oltre 2.000 scienziati e dottori, è stata presentata all’esecutivo. I firmatari chiedono la revoca del via libera ai sieri a mrna, sottolineandone gli effetti avversi
■ Potrebbe avere anche il sostegno di Jay Bhattacharya, nominato da
Donald Trump a capo del Nih (l’istituto Superiore di Sanità americano) la petizione «Hope», lanciata a luglio e da ieri diventata appello ufficiale al governo del Regno Unito per ripristinare l’etica nella sanità pubblica e soprattutto revocare l’autorizzazione per la commercializzazione dei vaccini anti Covid a mrna che, secondo i primi firmatari, «sta contribuendo a un aumento allarmante della disabilità e delle morti in eccesso». Bhattacharya ne aveva discusso qualche mese fa: «Ho avuto riserve su questa petizione perché ho sempre la preoccupazione che qualche gruppo di pazienti possa comunque trarne beneficio (dai vaccini anti Covid, nda). Ma poi
Joe Fraiman, ragionevolmente, mi ha chiesto qual è l’unica strada per capire chi ne ha bisogno e chi no. E la risposta è ovvia: si potrebbe sapere soltanto se si facessero studi clinici randomizzati con solidi endpoint clinici. Joe mi ha convinto aveva spiegato Bhattacharya - che non chiedendo il ritiro dell’autorizzazione è più probabile che non si ottengano mai prove cliniche valide per verificare se questi gruppi esistano ancora in un contesto di immunità recuperata diffusa». Traduzione: se continuiamo a non fare studi clinici randomizzati, non potremo mai accertare ciò che sostengono ormai numerosi scienziati in tutto il mondo, ossia che i vaccini anti
Covid non servono a gran parte della popolazione e non sono neanche sicuri. In realtà, spetterebbe a chi li produce e a chi li autorizza dimostrare che non provocano danni e funzionano almeno contro la malattia, fermo restando che è ormai appurato che non bloccano l’infezione e la trasmissione. Ma per far sì che la ricerca faccia il suo corso occorre sospendere l’autorizzazione a produrre i preparati anti Covid a mrna, come stanno chiedendo i primi firmatari della petizione Hope. Che nel frattempo hanno inviato ieri sera una lettera aperta al Consiglio medico generale del Regno Unito: «Tutti i vaccini anti covid a mrna causano effetti collaterali orribili e senza precedenti che stanno contribuendo all’eccesso di mortalità registrato in molti Paesi», scrivono. «Secondo le migliori evidenze disponibili - sostengono i petizionari tra cui il cardiologo Aseem Malhotra - la probabilità di subire gravi danni da vaccinazione anti Covid è sette volte più alta rispetto a quella di prevenire l’ospedalizzazione. Nella lettera - che si rivolge ai due consulenti scientifici del governo britannico che si sono succeduti in pandemia (Sir Chris Whitty e Patrick Vallance, attuale ministro inglese della ricerca scientifica) e all’attuale Segretario di Stato per la salute Wes Streeting - Malhotra, Angus Dalgleish (professore di oncologia noto per i suoi contributi scientifici nella ricerca sull’hiv/aids) e altri 64.000 firmatari, tra i quali oltre 2.000 tra scienziati e accademici e altrettanti medici, chiedono che le ricerche indipendenti siano adeguatamente finanziate per consentire una rivalutazione completa di tutti i prodotti Covid 19. «Deve esserci un’esplorazione completa dei meccanismi di danno per fornire informazioni sui loro effetti sul corpo umano, sia a breve che a lungo termine». Secondo gli scienziati della petizione Hope, parlare di «milioni di vite salvate», come sostiene l’organizzazione mondiale della salute (Oms) «è una frase a effetto ma i dati Oms derivano da modelli matematici che non rientrano nella gerarchia degli studi Ebm di medicina basata sulle prove, perché sono prove di scarsa qualità». Sulla stessa linea il direttore del Centro Ebm dell’università di Oxford, Carl Heneghan, che ha qualificato l’affermazione sulle «vite salvate» come «non plausibile». E anche l’autorevole epidemiologo dell’università di Stanford John Ioannidis, già a inizio 2023, aveva dichiarato alla Verità che era «ingenuo» sostenere che la minore letalità del Covid dipendesse dalle vaccinazioni, così come scrivere che i vaccini hanno risparmiato milioni di vite era «una speculazione, un ragionamento molto debole che aumenta la sfiducia nella scienza».
Va detto che Ioannidis ha recentemente animato il dibattito sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini anti Covid pubblicando il giorno prima delle elezioni americane, quando le chance di Kamala Harris di diventare presidente Usa erano ancora alte, un discusso documento sulla stima delle vite salvate dalla vaccinazione anti pandemica. Ma a differenza della comunità scientifica italiana, dove persiste l’adorazione acritica del dio vaccino a mrna, nel mondo il dibattito sull’efficacia c’è, così come si fa sempre più acceso quello sugli eventi avversi. Ieri ad esempio Alice Buonguerrieri di Fratelli d’italia ha smentito le ricostruzioni dei media sui presunti tagli al fondo per il risarcimento dei danneggiati da vaccino, confermando che non è stato definanziato dal governo di