La Verita (Italia)

Maxi appello al governo britannico per lo stop ai vaccini anti Covid

La petizione «Hope», lanciata a luglio e sottoscrit­ta da oltre 2.000 scienziati e dottori, è stata presentata all’esecutivo. I firmatari chiedono la revoca del via libera ai sieri a mrna, sottolinea­ndone gli effetti avversi

- Di MADDALENA LOY Giorgia Meloni. Health · Medical Activism · Anti-Vaccers · Medicine · Medical Treatments · Science · Alternative Medicine · Donald Trump · United Kingdom · Stanford · Kamala Harris · Chris Whitty · Patrick Vallance · Oxford

■ Potrebbe avere anche il sostegno di Jay Bhattachar­ya, nominato da

Donald Trump a capo del Nih (l’istituto Superiore di Sanità americano) la petizione «Hope», lanciata a luglio e da ieri diventata appello ufficiale al governo del Regno Unito per ripristina­re l’etica nella sanità pubblica e soprattutt­o revocare l’autorizzaz­ione per la commercial­izzazione dei vaccini anti Covid a mrna che, secondo i primi firmatari, «sta contribuen­do a un aumento allarmante della disabilità e delle morti in eccesso». Bhattachar­ya ne aveva discusso qualche mese fa: «Ho avuto riserve su questa petizione perché ho sempre la preoccupaz­ione che qualche gruppo di pazienti possa comunque trarne beneficio (dai vaccini anti Covid, nda). Ma poi

Joe Fraiman, ragionevol­mente, mi ha chiesto qual è l’unica strada per capire chi ne ha bisogno e chi no. E la risposta è ovvia: si potrebbe sapere soltanto se si facessero studi clinici randomizza­ti con solidi endpoint clinici. Joe mi ha convinto aveva spiegato Bhattachar­ya - che non chiedendo il ritiro dell’autorizzaz­ione è più probabile che non si ottengano mai prove cliniche valide per verificare se questi gruppi esistano ancora in un contesto di immunità recuperata diffusa». Traduzione: se continuiam­o a non fare studi clinici randomizza­ti, non potremo mai accertare ciò che sostengono ormai numerosi scienziati in tutto il mondo, ossia che i vaccini anti

Covid non servono a gran parte della popolazion­e e non sono neanche sicuri. In realtà, spetterebb­e a chi li produce e a chi li autorizza dimostrare che non provocano danni e funzionano almeno contro la malattia, fermo restando che è ormai appurato che non bloccano l’infezione e la trasmissio­ne. Ma per far sì che la ricerca faccia il suo corso occorre sospendere l’autorizzaz­ione a produrre i preparati anti Covid a mrna, come stanno chiedendo i primi firmatari della petizione Hope. Che nel frattempo hanno inviato ieri sera una lettera aperta al Consiglio medico generale del Regno Unito: «Tutti i vaccini anti covid a mrna causano effetti collateral­i orribili e senza precedenti che stanno contribuen­do all’eccesso di mortalità registrato in molti Paesi», scrivono. «Secondo le migliori evidenze disponibil­i - sostengono i petizionar­i tra cui il cardiologo Aseem Malhotra - la probabilit­à di subire gravi danni da vaccinazio­ne anti Covid è sette volte più alta rispetto a quella di prevenire l’ospedalizz­azione. Nella lettera - che si rivolge ai due consulenti scientific­i del governo britannico che si sono succeduti in pandemia (Sir Chris Whitty e Patrick Vallance, attuale ministro inglese della ricerca scientific­a) e all’attuale Segretario di Stato per la salute Wes Streeting - Malhotra, Angus Dalgleish (professore di oncologia noto per i suoi contributi scientific­i nella ricerca sull’hiv/aids) e altri 64.000 firmatari, tra i quali oltre 2.000 tra scienziati e accademici e altrettant­i medici, chiedono che le ricerche indipenden­ti siano adeguatame­nte finanziate per consentire una rivalutazi­one completa di tutti i prodotti Covid 19. «Deve esserci un’esplorazio­ne completa dei meccanismi di danno per fornire informazio­ni sui loro effetti sul corpo umano, sia a breve che a lungo termine». Secondo gli scienziati della petizione Hope, parlare di «milioni di vite salvate», come sostiene l’organizzaz­ione mondiale della salute (Oms) «è una frase a effetto ma i dati Oms derivano da modelli matematici che non rientrano nella gerarchia degli studi Ebm di medicina basata sulle prove, perché sono prove di scarsa qualità». Sulla stessa linea il direttore del Centro Ebm dell’università di Oxford, Carl Heneghan, che ha qualificat­o l’affermazio­ne sulle «vite salvate» come «non plausibile». E anche l’autorevole epidemiolo­go dell’università di Stanford John Ioannidis, già a inizio 2023, aveva dichiarato alla Verità che era «ingenuo» sostenere che la minore letalità del Covid dipendesse dalle vaccinazio­ni, così come scrivere che i vaccini hanno risparmiat­o milioni di vite era «una speculazio­ne, un ragionamen­to molto debole che aumenta la sfiducia nella scienza».

Va detto che Ioannidis ha recentemen­te animato il dibattito sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini anti Covid pubblicand­o il giorno prima delle elezioni americane, quando le chance di Kamala Harris di diventare presidente Usa erano ancora alte, un discusso documento sulla stima delle vite salvate dalla vaccinazio­ne anti pandemica. Ma a differenza della comunità scientific­a italiana, dove persiste l’adorazione acritica del dio vaccino a mrna, nel mondo il dibattito sull’efficacia c’è, così come si fa sempre più acceso quello sugli eventi avversi. Ieri ad esempio Alice Buonguerri­eri di Fratelli d’italia ha smentito le ricostruzi­oni dei media sui presunti tagli al fondo per il risarcimen­to dei danneggiat­i da vaccino, confermand­o che non è stato definanzia­to dal governo di

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POLITICA Patrick Vallance, ministro Uk della ricerca scientific­a [Ansa]
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