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L’ordinanza del sindaco di Bolzano sulla chiusura del centro al traffico in caso di congestione fa molto discutere, confermando che l’ampio consenso che sembra prevalere quando si parla di politiche di sostenibilità si incrina rapidamente quando si vanno a toccare interessi concreti. Eppure, la città bloccata dal traffico automobilistico non significa solo difficoltà di spostamento, con conseguente perdita di tempo (e spesso della serenità mentale), per chi in città ci vive e lavora, ma implica anche maggiore inquinamento, in primis dell’aria, ma non solo, visto che l’assembramento di motori in prevalenza a scoppio presumibilmente produce più inquinamento acustico della movida bolzanina o di qualche concerto in piazza. Il problema è che i danni provocati da questo tipo di inquinamento, seppur ingenti e pervasivi, sono solitamente dilazionati nel tempo e diffusi in maniera molto ampia, cosicché molte persone ne subiscono le conseguenze, alcune solo a lungo termine, e l’incentivo a protestare qui e ora non è così forte come quello di chi subisce gli inconvenienti, che ovviamente ci sono, dovuti al blocco del traffico. L’inquinamento dell’aria non si limita ad avere effetti negativi sulla salute delle persone, ma diminuisce anche la produttività al lavoro, riduce — evidentemente non in questi mesi estivi — l’apprendimento scolastico, aumenta alcune tipologie di crimine.
Uno studio appena pubblicato valuta l’impatto dell’introduzione di una zona a traffico limitato nel centro di Madrid. La politica è efficace nel ridurre il flusso di traffico, non solo nella zona direttamente interessata, ma in qualche misura anche in quelle limitrofe. Questo riduce in maniera significativa i livelli di inquinamento. Per valutare le conseguenze economiche, lo studio utilizza dati molto dettagliati sugli acquisti effettuati tramite carta di credito, riuscendo a tracciare le transazioni sia sulla base del luogo di residenza del cliente sia della localizzazione dell’esercizio commerciale. Ciò che emerge è che, a causa dell’introduzione della Ztl, chi risiede fuori dalla zona a traffico limitato riduce gli acquisti effettuati di persona presso i negozi del centro, ma aumenta quelli effettuati online, compensando almeno in parte l’impatto negativo sul volume di affari. È evidente che l’introduzione di misure come la chiusura del centro al traffico al verificarsi di circostanze ben precise non debbano necessariamente accontentare tutti. Possibile che qualche categoria ne venga in qualche modo danneggiata, anche se misure di mitigazione — il commercio online nel caso di Madrid — sono possibili. D’altro lato, non è ragionevole considerare lo status quo, in cui la città viene regolarmente bloccata dal traffico, come normale e naturale solo perché i danni che provoca non suscitano la protesta di categorie organizzate e influenti.