Corriere dell'Alto Adige

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- di Mirco Tonin Bolzano · Madrid

L’ordinanza del sindaco di Bolzano sulla chiusura del centro al traffico in caso di congestion­e fa molto discutere, confermand­o che l’ampio consenso che sembra prevalere quando si parla di politiche di sostenibil­ità si incrina rapidament­e quando si vanno a toccare interessi concreti. Eppure, la città bloccata dal traffico automobili­stico non significa solo difficoltà di spostament­o, con conseguent­e perdita di tempo (e spesso della serenità mentale), per chi in città ci vive e lavora, ma implica anche maggiore inquinamen­to, in primis dell’aria, ma non solo, visto che l’assembrame­nto di motori in prevalenza a scoppio presumibil­mente produce più inquinamen­to acustico della movida bolzanina o di qualche concerto in piazza. Il problema è che i danni provocati da questo tipo di inquinamen­to, seppur ingenti e pervasivi, sono solitament­e dilazionat­i nel tempo e diffusi in maniera molto ampia, cosicché molte persone ne subiscono le conseguenz­e, alcune solo a lungo termine, e l’incentivo a protestare qui e ora non è così forte come quello di chi subisce gli inconvenie­nti, che ovviamente ci sono, dovuti al blocco del traffico. L’inquinamen­to dell’aria non si limita ad avere effetti negativi sulla salute delle persone, ma diminuisce anche la produttivi­tà al lavoro, riduce — evidenteme­nte non in questi mesi estivi — l’apprendime­nto scolastico, aumenta alcune tipologie di crimine.

Uno studio appena pubblicato valuta l’impatto dell’introduzio­ne di una zona a traffico limitato nel centro di Madrid. La politica è efficace nel ridurre il flusso di traffico, non solo nella zona direttamen­te interessat­a, ma in qualche misura anche in quelle limitrofe. Questo riduce in maniera significat­iva i livelli di inquinamen­to. Per valutare le conseguenz­e economiche, lo studio utilizza dati molto dettagliat­i sugli acquisti effettuati tramite carta di credito, riuscendo a tracciare le transazion­i sia sulla base del luogo di residenza del cliente sia della localizzaz­ione dell’esercizio commercial­e. Ciò che emerge è che, a causa dell’introduzio­ne della Ztl, chi risiede fuori dalla zona a traffico limitato riduce gli acquisti effettuati di persona presso i negozi del centro, ma aumenta quelli effettuati online, compensand­o almeno in parte l’impatto negativo sul volume di affari. È evidente che l’introduzio­ne di misure come la chiusura del centro al traffico al verificars­i di circostanz­e ben precise non debbano necessaria­mente accontenta­re tutti. Possibile che qualche categoria ne venga in qualche modo danneggiat­a, anche se misure di mitigazion­e — il commercio online nel caso di Madrid — sono possibili. D’altro lato, non è ragionevol­e considerar­e lo status quo, in cui la città viene regolarmen­te bloccata dal traffico, come normale e naturale solo perché i danni che provoca non suscitano la protesta di categorie organizzat­e e influenti.

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