EQUITÀ E TALENTO DA USARE
Come ogni anno la Banca d’Italia ha preparato e sta presentando in questi giorni il Rapporto annuale sull’economia delle Province autonome di Trento e Bolzano. Si tratta di una fotografia molto utile in un periodo caratterizzato da un contesto internazionale sempre più incerto, che permette di mettere in luce anche alcune fragilità strutturali. Quest’anno in particolare viene fatto un approfondimento sui divari di genere, età e cittadinanza.
Si tratta di un tema importante, non solo per motivi di equità, ma anche per questioni di efficienza. Società che non valorizzano il talento di tutti, indipendentemente, appunto, da genere, età, cittadinanza e altri fattori, non utilizzano appieno il proprio potenziale e rimangono dunque più povere. Quello che emerge dal rapporto sono persistenti disparità nelle condizioni lavorative, nei livelli retributivi e nell’accesso al credito. Si tratta di temi forse già noti, ma vale la pena ripetersi visto che sono tutt’altro che risolti. Le disparità nei carichi legati alla cura familiare implicano un minor partecipazione al mercato del lavoro delle donne, con un divario di genere ancora più accentuato tra gli stranieri. Inoltre, chi lavora lo fa per un numero di ore inferiore e in impieghi meno stabili. Vi è un differenziale anche per quanto riguarda i salari, che negli ultimi dieci anni si è ridotto in Trentino, ma è rimasto stabile in Alto Adige.
Nonostante le donne siano mediamente più istruite, a causa di percorsi professionali più lenti e discontinui, il divario cresce al crescere dell’età. Si vedono importanti differenze nell’imprenditoria: le donne detengono solo il 21 per cento di capitale sociale in Trentino e il 19 a Bolzano, rispetto ad un dato nazionale meno sbilanciato, al 27 per cento. Inoltre, le imprese a conduzione femminile sono più piccole e operano prevalentemente nel comparto dei servizi non ad alta intensità di conoscenza. Anche nell’accesso al credito donne e uomini vivono situazioni assai diverse.
Le disparità lungo le dimensioni analizzate si inseriscono in un contesto caratterizzato da una diseguaglianza rilevante, soprattutto per quanto riguarda l’Alto Adige. Mentre il Trentino è sostanzialmente in linea con il dato nazionale, per la Provincia di Bolzano gli indici di diseguaglianza sono nettamente superiori. Pur in un ambito caratterizzato da un elevato tasso di occupazione e bassissima disoccupazione, le dinamiche descritte sopra rappresentano un campanello di allarme. Prezzi delle case in crescita e retribuzioni che non per tutti riescono a mantenere il potere di acquisto implicano che non basta lavorare per poter assicurare a sé e alla propria famiglia una vita dignitosa. Il Rapporto della Banca d’Italia ci ricorda, attraverso numeri e grafici, che questa è la posta in gioco e che, come società, dovremmo essere all’altezza di affrontare la sfida.