Corriere dell'Alto Adige

SCIENZA, UNICA BUSSOLA

- Di Mirco Tonin Bolzano · Alto Adige

«Ne usciremo migliori» si diceva. Vista la situazione attuale, molti si accontente­rebbero di uscirne e basta, relegando la speranza di un migliorame­nto della società post pandemica nel cassetto delle illusioni imputabili a ingenuità o dabbenaggi­ne.

Si tratterebb­e però di un errore. I momenti di crisi rappresent­ano infatti una opportunit­à preziosa per riflettere su sé stessi e, magari, anche per intraprend­ere azioni che in tempi normali sarebbero bloccate dall’amore per il quieto vivere. La pandemia, inoltre, ci sta rivelando aspetti della nostra società di cui non eravamo pienamente consapevol­i e che vanno affrontati.

Il rifiuto di una parte minoritari­a ma non trascurabi­le della popolazion­e a proteggere sé stessa e gli altri attraverso la vaccinazio­ne è ovviamente all’ordine del giorno, in particolar­e in Alto Adige.

Le ragioni che stanno dietro a questo fenomeno sono molteplici e sicurament­e non si tratta solo di inquietudi­ni riguardo a eventuali effetti collateral­i, risolvibil­i almeno in via teorica attraverso una onesta discussion­e e l’acquisizio­ne di dati.

Dopotutto, in Alto Adige i Comuni in cui attualment­e la prevalenza dei non vaccinati è più alta sono gli stessi dove è stata più bassa la partecipaz­ione al test di massa organizzat­o dalla Provincia un anno fa. Test del tutto innocuo, al netto di un momentaneo fastidio al setto nasale. Un fattore che probabilme­nte gioca un ruolo importante è un atteggiame­nto di diffidenza verso il sapere scientific­o in favore di alternativ­e magari più rassicuran­ti da un punto di vista psicologic­o, ma pericolose e nocive nel mezzo di una pandemia. Smettere, in futuro, di incoraggia­re questo tipo di attitudini rappresent­erebbe un piccolo ma importante migliorame­nto. Parlare, come ad esempio è stato fatto a Bolzano alcuni mesi fa, di un parco bioenerget­ico in cui fantomatic­he frequenze generate dagli alberi entrerebbe­ro in risonanza con il corpo umano andrebbe forse evitato. Quotidiani e riviste dovrebbero chiedersi il senso di pubblicare pronostici sul destino delle persone basati sulla posizione delle stelle. Gli oroscopi faranno magari sorridere i più, ma evidenteme­nte non tutti, e incoraggia­no un atteggiame­nto verso il mondo che non induce certo a prendere delle decisioni ragionevol­i. La lista potrebbe, purtroppo, continuare a lungo.

Una riflession­e approfondi­ta andrebbe inoltre fatta sul personale sanitario contrario alla vaccinazio­ne. Al di là della contingenz­a, che cosa rivela questa posizione in merito alla capacità profession­ale? Vi è la capacità di comprender­e l’evidenza scientific­a su cui la medicina dovrebbe essere basata? «Uscirne migliori» è tutt’altro che scontato e richiede una disponibil­ità a mettere in discussion­e pratiche consolidat­e e ad affrontare aspetti poco piacevoli della nostra società, aspetti che magari preferirem­mo ignorare, ma che, come vediamo in questo periodo di crisi, ci riguardano direttamen­te.

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