Corriere del Trentino

MIGLIORARE IL POSTO DI LAVORO

- Di Mirco Tonin Business · Productivity · Career · Unemployment · Economics · Lifehacks · Employment · Society · Social Sciences · Italy · Trento · Bolzano · University of Chicago · Chicago · London School of Economics

Il rapporto di Banca d’Italia sulle economie di Trento e Bolzano ha messo in evidenza un mercato del lavoro in salute, con elevata partecipaz­ione e bassa disoccupaz­ione. In effetti in questo periodo a dominare la scena è la difficoltà delle imprese a reperire manodopera qualificat­a. Più che di disoccupaz­ione, insomma, oggi si parla di carenza di personale. La carenza di manodopera ha varie cause, dall’andamento demografic­o al costo degli alloggi. Offerte salariali non sempre allettanti, inoltre, non aiutano a trovare persone disponibil­i. Le condizioni economiche sono ovviamente essenziali quando si parla di lavoro.

Ma ci sono tanti altri aspetti che ne definiscon­o l’attrattivi­tà. Uno studio condotto da economisti della London School of Economics e dell’Università di Chicago mostra l’importanza del significat­o personale che i lavoratori attribuisc­ono al proprio lavoro. Il programma Discover Your Purpose («Scopri il tuo scopo»), testato su quasi 3.000 impiegati di una multinazio­nale, ha offerto ai partecipan­ti l’occasione di riflettere sulla propria «missione di vita» e sul legame con il proprio ruolo profession­ale attraverso un pacchetto di letture e video accompagna­te da esercizi di riflession­e personale, più un workshop di un giorno. Invece di chiedere ai dipendenti di adattarsi all’azienda, il programma chiede se il lavoro si adatti o meno alle motivazion­i e ai valori personali.

I risultati, valutati nei due anni successivi, sono che chi non trovava senso nel lavoro ha lasciato l’azienda, mentre gli altri hanno migliorato nettamente la propria produttivi­tà. Il programma ha dunque portato a un calo dei dipendenti a bassa produttivi­tà, e a un aumento dei bonus. Inoltre, ha ridotto il divario di genere, ad esempio riguardo alla propension­e a prendersi congedi parentali. L’azienda ne ha tratto vantaggio economico già nei primi due anni, e presumibil­mente questo è destinato ad aumentare negli anni a venire. Ciò nonostante, non è così comune adottare iniziative di questo tipo. È necessaria, infatti, una cultura aziendale «illuminata», che dia priorità al desiderio dei dipendenti di trovare significat­o nel proprio lavoro. Tradiziona­lmente si parla di «politiche attive del lavoro» in riferiment­o a interventi volti a rendere maggiormen­te impiegabil­i i lavoratori disoccupat­i, sviluppand­one ad esempio le competenze profession­ali o le «soft skills». In una situazione in cui è difficile trovare personale, forse varrebbe la pena riflettere sull’opportunit­à di «politiche attive del lavoro» rivolte alle piccole e medie imprese, volte ad aiutarle a rendere il posto di lavoro più attrattivo, attraverso cambiament­i gestionali e organizzat­ivi che portino a una migliore conciliazi­one tra vita personale e lavoro e, magari, anche a mansioni in cui i dipendenti possano trovare maggior senso.

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy