AUMENTARE L’OFFERTA DI ALLOGGI
Liste di attesa negli ospedali, con chiusura di posti letto. Proteste da parte degli insegnanti che sospendono le attività non obbligatorie nelle scuole. Fuga dei giovani che decidono di trasferirsi all’estero. Aziende che lamentano la carenza di personale. Crisi del costo della vita, con un lavoro a tempo pieno che non sempre garantisce una vita dignitosa, costringendo magari a dormire in macchina. Tante questioni diverse con almeno una causa in comune: un mercato immobiliare che non viene incontro ai bisogni della popolazione.
È ovvio a tutti come l’alloggio sia un bene fondamentale ed è altrettanto evidente che i costi di accesso alle abitazioni sono fuori controllo, non in linea con il livello prevalente dei redditi. Se non si risolve questo problema base, si rischia di rendere impossibile la soluzione degli altri problemi elencati sopra, che riguardano settori fondamentali come la sanità, la scuola, l’economia. Come risolvere il problema? Agire sul lato della domanda, con sussidi, agevolazioni e simili, rischia solo di tradursi in prezzi ancora più alti, a beneficio dei proprietari degli immobili esistenti. Serve agire sul lato dell’offerta, aumentando la disponibilità di alloggi che servono i bisogni della popolazione. Costruire alloggi a 14.000€ al metro quadro evidentemente non va incontro alla domanda di giovani lavoratori, studenti e famiglie con reddito medio.
Inoltre, è necessario che le abitazioni vengano poi immesse effettivamente sul mercato. Prezzi alti sono un sintomo di una offerta non sufficiente, ma anche di una situazione di mercato poco competitiva. Pochi soggetti che controllano una parte consistente dell’offerta possono permettersi di limitarla artificialmente, proprio per mantenere i prezzi elevati. Così, possiamo avere appartamenti o intere palazzine vuote in città con crisi abitativa. Anche questo va evidentemente evitato.
Inoltre, la popolazione è cambiata, ma lo stock immobiliare è rimasto lo stesso. Avere anziani soli che vivono in appartamenti di 150 metri quadri, con spese condominiali elevate, non è un utilizzo ottimale del patrimonio abitativo. Costruire in maniera diversa, pensando ai bisogni emergenti, può rappresentare una valida alternativa che potrebbe venire incontro alle esigenze di tutti. Trovare la formula giusta non è però scontato e il settore privato tradizionale potrebbe essere poco propenso a prendersi rischi di questo tipo, ma esistono alternative per favorire soluzioni abitative nuove, come l’intervento pubblico o la cooperazione.
La sfida non è banale e gli interessi economici in campo sono rilevanti, con molti che traggono vantaggio dalla situazione attuale o si oppongono per altri motivi a trovare una soluzione. Deve però essere evidente a tutti che, se non si risolve questo problema, aggraviamo tutta una serie di altre questioni che incidono pesantemente sulla vita di tutti.