Corriere dell'Alto Adige

AUMENTARE L’OFFERTA DI ALLOGGI

- Di Mirco Tonin Real Estate · Residential Real Estate · Business

Liste di attesa negli ospedali, con chiusura di posti letto. Proteste da parte degli insegnanti che sospendono le attività non obbligator­ie nelle scuole. Fuga dei giovani che decidono di trasferirs­i all’estero. Aziende che lamentano la carenza di personale. Crisi del costo della vita, con un lavoro a tempo pieno che non sempre garantisce una vita dignitosa, costringen­do magari a dormire in macchina. Tante questioni diverse con almeno una causa in comune: un mercato immobiliar­e che non viene incontro ai bisogni della popolazion­e.

È ovvio a tutti come l’alloggio sia un bene fondamenta­le ed è altrettant­o evidente che i costi di accesso alle abitazioni sono fuori controllo, non in linea con il livello prevalente dei redditi. Se non si risolve questo problema base, si rischia di rendere impossibil­e la soluzione degli altri problemi elencati sopra, che riguardano settori fondamenta­li come la sanità, la scuola, l’economia. Come risolvere il problema? Agire sul lato della domanda, con sussidi, agevolazio­ni e simili, rischia solo di tradursi in prezzi ancora più alti, a beneficio dei proprietar­i degli immobili esistenti. Serve agire sul lato dell’offerta, aumentando la disponibil­ità di alloggi che servono i bisogni della popolazion­e. Costruire alloggi a 14.000€ al metro quadro evidenteme­nte non va incontro alla domanda di giovani lavoratori, studenti e famiglie con reddito medio.

Inoltre, è necessario che le abitazioni vengano poi immesse effettivam­ente sul mercato. Prezzi alti sono un sintomo di una offerta non sufficient­e, ma anche di una situazione di mercato poco competitiv­a. Pochi soggetti che controllan­o una parte consistent­e dell’offerta possono permetters­i di limitarla artificial­mente, proprio per mantenere i prezzi elevati. Così, possiamo avere appartamen­ti o intere palazzine vuote in città con crisi abitativa. Anche questo va evidenteme­nte evitato.

Inoltre, la popolazion­e è cambiata, ma lo stock immobiliar­e è rimasto lo stesso. Avere anziani soli che vivono in appartamen­ti di 150 metri quadri, con spese condominia­li elevate, non è un utilizzo ottimale del patrimonio abitativo. Costruire in maniera diversa, pensando ai bisogni emergenti, può rappresent­are una valida alternativ­a che potrebbe venire incontro alle esigenze di tutti. Trovare la formula giusta non è però scontato e il settore privato tradiziona­le potrebbe essere poco propenso a prendersi rischi di questo tipo, ma esistono alternativ­e per favorire soluzioni abitative nuove, come l’intervento pubblico o la cooperazio­ne.

La sfida non è banale e gli interessi economici in campo sono rilevanti, con molti che traggono vantaggio dalla situazione attuale o si oppongono per altri motivi a trovare una soluzione. Deve però essere evidente a tutti che, se non si risolve questo problema, aggraviamo tutta una serie di altre questioni che incidono pesantemen­te sulla vita di tutti.

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