POSSIAMO ATTRARRE I GIOVANI
Piero Angela a Trento: «Scuola e università non parlano del futuro, ma di storia»
La percezione del Trentino-Alto Adige è spesso di un territorio con una qualità della vita più alta, dei servizi meglio organizzati, una economia più prospera che nel resto d’Italia. Queste caratteristiche dovrebbero rendere la regione un magnete per giovani e meno giovani in cerca di opportunità. Paradossalmente, invece, molte aziende e organizzazioni pubbliche lamentano difficoltà a trovare personale, mettendo dunque in dubbio la reale capacità di richiamo del territorio. In questo periodo, inoltre, si discute sempre di più di «fuga dei giovani».
I fattori che portano le persone a spostarsi da un posto all’altro sono ovviamente molto complessi, ma anche limitandosi ai soli motivi economici non è poi così semplice determinare l’attrattività effettiva di una data regione. Bisogna innanzitutto distinguere tra redditi nominali e redditi reali, redditi cioè che tengono in considerazione le differenze spesso notevoli nel livello dei prezzi. Inoltre, è necessario differenziare tra dimensione individuale e familiare, visto che, ad esempio, vi sono notevoli disparità nelle opportunità di partecipazione al mercato del lavoro per le donne. Infine, bisogna tenere in considerazione la qualità di servizi come istruzione e sanità che contribuiscono in maniera fondamentale ad un buon tenore di vita e che, ancora una volta, non sono uniformi nel territorio nazionale.
TRENTO Per tre generazioni di italiani è il viso e la voce della divulgazione scientifica. Piero Angela, classe 1928, è arrivato ieri a Trento per inaugurare la seconda edizione di «Costruire il futuro», il ciclo di conferenze organizzate dalla Fondazione Bruno Kessler di concerto con l’Università di Trento, la Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo di Torino e la Rai Trentino. Sei conferenze tenute da massimi esperti del settore, più quella tenuta ieri dal noto divulgatore insieme a Piero Benucci, scrittore e giornalista scientifico, per parlare ai giovani dalle medie all’università di longevità, genetica, spazio, futuro e scienza (il programma completo è su www.costruireilfuturo.com).
«Collaboro a questo progetto in maniera totalmente gratuita — ha voluto chiarire Angela — perché il mio obiettivo è aiutare il processo di educazione dei giovani. Né la scuola né l’università mettono i ragazzi a contatto con i problemi del prossimo futuro e con gli esperti che di questi problemi si occupano. Dall’ambiente alle nuove tecnologie, di tutto ciò che verrà si parla molto poco: gli insegnamenti scolastici sono rivolti verso il passato e la storia, non sulla scienza contemporanea. Il problema è diffuso anche in ambito comunicativo. Per questo nei miei libri, nei miei programmi e in questi incontri mi preme spiegare come scienza e tecnologia siano alla base di una nuova cultura».
Fedele alla sua vocazione divulgativa, Piero Angela ha voluto che le lezioni del progetto «Costruire il futuro» non si esaurissero al temine degli incontri, ma grazie a un accordo con la Rai venissero trasmesse su streaming. Tutti gli incontri sono disponibili on demand per chiunque in Italia, rappresentando così un patrimonio ricchissimo al quale accedere in ogni momento e prezioso materiale per accompagnare i programmi scolastici e universitari. Ad essere trattati nel corso di tutti gli incontri sono temi attuali e delicati, che più di tutti gli altri interesseranno le generazioni del futuro, ma dei quali si possono vedere le conseguenze già ora. «La rivoluzione tecnologica sta scardinando il mondo e c’è un serissimo problema ambientale e demografico. In Italia siamo in ritardo su tutto e c’è poco allarme. La politica è più orientata su argomenti che riguardano l’attualità perché il futuro sembra lontano e l’opinione pubblica segue con difficoltà gli investimenti che non danno risultati immediatamente visibili».
L’attenzione di Angela si è poi rivolta al tema della longevità data dal progresso delle scienze mediche, che oggi permettono l’allungarsi della vita media ma portano con sé anche molte altre problematiche di natura economica e sociale. «Oggi si nasce pochissimo e si vive a lungo, dunque anche la sequenza studio-lavoro-pensione è cambiata. Nel 2019 per la prima volta in Italia sono nati meno di 500mila bambini, mentre i ragazzi che si sono presentati all’esame di maturità erano circa 800mila. Negli anni del boom economico in Italia nascevano 1 milione e 200mila bambini. Si studia molto a lungo e si sta in pensione tantissimo, quindi chi lavora ed è in mezzo tra queste due “ali” deve sostenere un peso molto grave. Si alzano i costi delle pensioni, che non provengono più dai contributi versati nel corso della vita lavorativa ma dal sostegno della generazione professionalmente attiva, la quale a sua volta non avrà più sostegni economici. Bisogna capire che la demografia ha tempi lunghi: su un ideale orologio dell’umanità, la politica è la lancetta dei secondi, l’economia quella dei minuti e la demografia quella delle ore, che sembra ferma ma è quella che indica veramente l’ora». Il divulgatore ha poi voluto lodare la realtà trentina, a suo dire particolarmente adatta a ospitare iniziative di questa natura. «Sono particolarmente contento di essere a Trento — ha sottolineato —. Qui la cultura è diffusa, la popolazione particolarmente ricettiva e interessata. Il nostro scopo è seminare sempre e comunque, ma il seme che cade sul cemento armato non genera nulla. Nel terreno fertile del Trentino fiorisce».
La provincia
Il Trentino è un territorio fertile dove la cultura è diffusa e la popolazione ricettiva e interessante»